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Attraverso il senso di colpa

 

Per una terapia dell'anima, ed. San Paolo.

Il senso di colpa comincia molto prima della psicoanalisi, e il notarlo è uno dei non pochi meriti di questo libro. Basta ricordare il turbamento dei progenitori Adamo ed Eva, l’ingovernabile tormento di Giuda, il vagare folle di Oreste, per vedere come questo sentimento e processo psicologico sia elemento costitutivo tanto di ogni cultura e civiltà, quanto della stessa personalità umana.

Claudio Risé

Il senso della propria colpevolezza, che nelle nevrosi diviene patologica, è tuttavia nell’uomo sano di mente un attributo profondo della sua umanità.

G. Benedetti

In un cammino che parte dalla filosofia greca e dalla dottrina del peccato originale, confrontandosi con le scoperte della psicoanalisi e delle neuroscienze Paolo Ferliga mostra l’importanza che la colpa riveste nella psiche individuale e collettiva. Ispirandosi al pensiero di Carl Gustav Jung, l’autore distingue tra un senso di colpa patologico, da cui è necessario liberarsi, e un senso di colpa archetipico, indispensabile per lo sviluppo psicologico personale. Senza relazione con la colpa l’individuo si ammala. Proiettato all’esterno, nel mondo delle immagini virtuali, perde contatto con il corpo e con l’anima, e si chiude in un atteggiamento narcisistico spesso caratterizzato da un’ansia inspiegabile e da una forte tendenza depressiva. Prendere contatto con la colpa favorisce invece un movimento di introversione, un viaggio dentro di sé che aiuta a ritrovare le proprie energie vitali. La terapia dell’anima aiuta così a liberarsi dalle dipendenze e dai falsi bisogni, a scoprire la bellezza del dono e della relazione con l’altro. Il senso di vuoto e la disperazione lasciano allora il posto a una vita piena, ricca di sentimenti e di emozioni, che merita di essere vissuta con gioia.